Archive for June, 2012

Are You Workaholic? and what about your productivity ?

June 28, 2012

Whether you are or you aren’t workaholic, or your company, your colleague, ….
Here is Pam Elle‘s speech at Ignite: “Go the Fuck Home” – my Ignite talk

Clear, simple, short!
I don’t say a word more.
You have to watch it! 😉

source:  “Go the Fuck Home” – my Ignite talk

Backport VS11 solution to VS2010 solution

June 27, 2012

After a while testing VS11 beta, it happened that whole solution need to be backported to its origin: Visual Studio 2010.

Of course, VS11 make some changes, so manual fixing is necessary.
Here is my edits to .sln file:

  • 2nd & 3rd lines:
    from

    Microsoft Visual Studio Solution File, Format Version 12.00
    # Visual Studio 11

    to

    Microsoft Visual Studio Solution File, Format Version 11.00
    # Visual Studio 2010
  • found DB project lines, and recovered from previous checkin
    from

    Project("{<fill_here_guid_#1>}") = "MySolution.Data.Database", "MySolution.Data.Database\MySolution.Data.Database.sqlproj", "{<fill_here_guid_#2>}"
    EndProject
    

    to

    Project("{<fill_here_guid_#3>}") = "MySolution.Data.Database", "MySolution.Data.Database\MySolution.Data.Database.dbproj", "{<fill_here_guid_#4>}"
    EndProject
    
  • cleared all directories */obj

Note: VS DB project changed extension from .dbproj to .sqlproj in VS11

I confess: I was very lucky about 2nd step 😉

Technorati tags: VS11, Visual Studio

Capacità di sintesi / III

June 23, 2012

Ultima puntata della serie “Capacità di sintesi” (qui e qui le precedenti), in questa parte si parlerà della esposizione più comune, quella scritta.

Nella esposizione scritta le cose si fanno molto più semplici, perchè avete più tempo riflettere, il pubblico può ritornare sui propri passi e rileggervi, un sacco di cose in più.
Anche in questo caso, però, l’esposizione svuole un ruolo importante, valgono insomma tutti i punti citati sinora, con l’aggiunta che avete più tempo per redigere la vs opera.

La grossa differenza in questo caso è dovuta dall’assenza del pubblico, per avere un riscontro diretto di quello che state esprimendo.

L’obietto e la forma del documento svolgono parte ruolo di coinvolgimento del pubblico: la nota riassuntiva, il resoconto, l’abstract, il rapporto.

Alcune possono sembrare simile, eppure hanno significato e scopi differenti in quanto usate in modo e ambiti differenti.

Vi è mai capitato di ritrovarvi a rivedere la stessa email per 45 minuti e più ? (*)

(*) Certamente la forma ha la sua importanza quand scrivete ad un cliente, ma se potete semplificare l’email saraà molto più fluida e chiara, e voi avrete risparmiato tempo.
Valutate se è il caso di fare una telefonata anticipatoria per rompere il ghiaccio ,e poi inviare l’email come supporto e/o continuazione dell’discorso ?

A questo punto non vi resta che leggere il libro di Alain Benoit, L’arte della sintesi.

Buona lettura 🙂

Capacità di sintesi / II

June 19, 2012

Nella esposizione orale solitamente abbiamo meno tempo (es timeboxed meeting), per cui dobbiamo avere un piano preciso, trasmettere il messaggio chiaro e senza formalismi, evitando inutili “barocchismi”.
Bisogna valutare questi fattori:

  • ordine di esposizione: preferite snocciolare una interminabile serie di date in ordine cronologico oppure esporre i capisaldi per argomento ?
  • obiettivo del messaggio: dovete ottenere una approvazione dal cliente, coinvolgere e formare la classe, spiegare la situazione al capo/a, …
  • tempo a disposizione: 2 minuti, 10 minuti, 25 minuti, …
  • uso della voce e postura del corpo (qui si apre un nuovo mondo 😮 )

Ognuno di questi 4 fattori contribuisce in maniera pesante nel massimizzare il risultato della ns esposizione.

Infine, non bisogna scordare dell’allenamento, essenziale sia per chi è dotato naturalmente e per chi non è così spontaneo.

suspence … 🙂

Alla prossima.

Capacità di sintesi / I

June 16, 2012

E’ cosa quotidiana dover preparare slide per una riunione, una nota per il capo/a, una email di riepilogo, tenere una riunione, ecc.
Esporre in forma orale e/o scritta insomma, è cosa di tutti i giorni … eppure spesso non siamo preparati e ottieniamo un risultato “non ottimale”.

Come rimediare e migliorare ? beh allora ci vuole pratica!
ma un aiutino non guasta mai 😉

Facendo caso a queste situazioni, ho potuto confrontare esperienze positive e negative ed approfondire l’argomento.
La letturatura in tal senso abbonda, io “sono stato suggerito” (da un amico :)) di dare una scorsa a L’arte della sintesi di Alain Benoit, per partire dalle basi.

In tre post, un breve sunto 😉

Prima di tutto, bisogna identificare :

  • l’obiettivo della ns attività. formazione, coinvolgere, ottenere approvazione, …
  • il pubblico. top manager, clienti, le compentenze, …
  • il contesto: riunione interna, riunione pubblica, …

Una buona sintesi, sia orale che scritta (ops….:)) deve evidenziare bene le strutture che stanno alla base e permettere di afferrare concetti, meccanismi e le evoluzioni.

Per comporre una buona sintesi non c’è una unica regola, ma quando raggiungiamo lo scopo, cioè il messaggio viente recepito correttamente e completamente dal ns pubblico, allora il messaggio è stato realizzato ed espresso correttamente.

L’esposizione può essere orale o scritta, e per ciascuno di queste situazioni ci sono delle indicazioni che facilitano il successo.

suspence … 🙂

Alla prossima.

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